17 Feb Fotovoltaico flottante con pannelli bifacciali: una soluzione evoluta per energia e territorio
Nel percorso di transizione energetica che coinvolge il settore agricolo e quello delle infrastrutture idriche, il fotovoltaico flottante con moduli bifacciali rappresenta oggi una delle soluzioni tecnologicamente più interessanti. Non si tratta semplicemente di installare pannelli su uno specchio d’acqua, ma di integrare competenze strutturali, elettriche e idrauliche in un sistema capace di coniugare efficienza energetica e tutela del territorio.
La nostra esperienza nella progettazione e nella Direzione Lavori di impianti fotovoltaici galleggianti — come nel recente intervento per il Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro, finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del PSR 2014–2020 — conferma come questa tecnologia possa rappresentare una risposta concreta alle esigenze di sostenibilità economica ed ambientale dei comprensori irrigui.
Un sistema che valorizza l’acqua come infrastruttura energetica
Il principio del fotovoltaico flottante è semplice: utilizzare bacini artificiali esistenti — invasi irrigui, vasche di accumulo, cave dismesse — come supporto per l’installazione di moduli solari montati su piattaforme galleggianti.
Dal punto di vista tecnico, il sistema si articola in:
- strutture modulari in materiale polimerico ad alta resistenza (generalmente HDPE),
- telai di supporto dei moduli,
- sistemi di ancoraggio dimensionati in funzione delle azioni del vento, del moto ondoso e delle variazioni di livello,
- inverter e quadri elettrici opportunamente protetti,
- linee elettriche e cavidotti galleggianti o sommersi.
La progettazione non può prescindere da un’attenta analisi delle condizioni ambientali: batimetria del bacino, escursioni stagionali del livello idrico, esposizione ai venti dominanti e durabilità dei materiali in ambiente umido. L’interfaccia tra struttura e acqua è l’elemento più delicato e richiede un approccio ingegneristico integrato.
Il valore aggiunto dei moduli bifacciali
L’impiego di pannelli bifacciali rappresenta un ulteriore salto di qualità. A differenza dei moduli tradizionali, questi producono energia sia dal lato frontale, esposto alla radiazione diretta e diffusa, sia dal lato posteriore, che intercetta la radiazione riflessa.
Nel caso di un impianto flottante, la superficie dell’acqua diventa un elemento attivo del sistema: la radiazione riflessa (albedo) viene parzialmente recuperata dal retro del modulo, contribuendo ad aumentare la produzione complessiva. A ciò si aggiunge l’effetto di raffrescamento naturale garantito dalla massa d’acqua sottostante, che riduce la temperatura operativa dei pannelli e migliora il rendimento elettrico.
Il risultato è un incremento produttivo rispetto agli impianti tradizionali a terra, che può attestarsi mediamente tra il 5% e il 15%, a seconda delle condizioni di installazione e delle caratteristiche del bacino.
Efficienza energetica senza consumo di suolo
Uno dei principali punti di forza del fotovoltaico flottante è l’assenza di consumo di suolo agricolo. In un contesto nazionale spesso segnato dal dibattito sull’occupazione di terreni produttivi, questa soluzione consente di sfruttare superfici già artificializzate, senza interferire con l’attività agricola.
Nel comparto irriguo, il beneficio è duplice. Da un lato si produce energia rinnovabile; dall’altro si riduce l’evaporazione dell’acqua grazie alla copertura parziale dello specchio idrico. Questo aspetto assume particolare rilevanza nelle aree soggette a stress idrico.
Un caso concreto nel settore irriguo
Nel progetto per il Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro, sono stati previsti 1.268 pannelli fotovoltaici galleggianti per una potenza complessiva di 950 kWp, installati su bacini esistenti a servizio degli impianti di pompaggio.
L’obiettivo è ridurre in modo strutturale l’incidenza dei costi energetici sostenuti per l’irrigazione, migliorando la sostenibilità economica del comprensorio e offrendo maggiore stabilità alle aziende agricole consorziate.
In questo contesto, la Direzione Lavori assume un ruolo centrale: controllo tecnico delle opere, verifica della qualità dei materiali, gestione contabile e amministrativa del cantiere, coordinamento con l’impresa esecutrice e monitoraggio delle prestazioni dell’impianto. L’esperienza maturata in impianti flottanti consente di affrontare con competenza le criticità legate all’ancoraggio, alla sicurezza operativa e alla durabilità nel tempo.




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Una visione ingegneristica orientata al futuro
Il fotovoltaico flottante con moduli bifacciali non è soltanto un’evoluzione tecnologica, ma una diversa modalità di concepire le infrastrutture idriche: non più semplici opere di accumulo e distribuzione, bensì piattaforme multifunzionali capaci di generare energia.
Per consorzi di bonifica, enti gestori e realtà industriali dotate di bacini artificiali, questa soluzione rappresenta un’opportunità concreta per integrare produzione energetica, efficienza economica e tutela del territorio.
Dal punto di vista ingegneristico, la chiave del successo risiede nell’equilibrio tra progettazione accurata, corretta esecuzione e controllo tecnico costante. Solo attraverso questa integrazione è possibile trasformare un impianto fotovoltaico flottante in un investimento realmente strategico e duraturo.
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